La pillola antivirale ad ampio spettro si mostra promettente nei primi test

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Un farmaco riproposto, originariamente abbandonato come trattamento contro il cancro, ha dimostrato un’attività antivirale ad ampio spettro in studi di laboratorio, offrendo potenzialmente una soluzione in un’unica pillola per le infezioni virali comuni come l’influenza, il raffreddore comune, il norovirus e persino il COVID-19. Il farmaco, ora noto come MDL-001 (precedentemente ERA-923), agisce prendendo di mira una sezione conservata di un enzima virale fondamentale per la replicazione, un punto di strozzatura nel ciclo di vita virale.

Riutilizzare un farmaco dimenticato

La svolta non è arrivata attraverso lo sviluppo di farmaci tradizionali, ma tramite una piattaforma basata sull’intelligenza artificiale sviluppata da Model Medicines, un’azienda con sede in California. Questa piattaforma ha analizzato decenni di dati chimici e biologici, identificando che ERA-923, che ha fallito negli studi clinici sul cancro al seno all’inizio degli anni 2000, potrebbe inibire una serie di virus attraverso un meccanismo non correlato. L’intelligenza artificiale ha identificato che il farmaco potrebbe bloccare la RNA polimerasi virale RNA-dipendente, un enzima chiave utilizzato da molti virus per replicare il proprio materiale genetico.

Risultati di laboratorio: attività ad ampio raggio

Nei test di laboratorio, MDL-001 ha inibito i virus dell’influenza A e B, diversi coronavirus (compresi quelli responsabili del raffreddore comune e del COVID-19), del virus respiratorio sinciziale (RSV), del norovirus e dell’epatite B, C e D. Studi sugli animali hanno dimostrato l’efficacia nei topi infetti da COVID-19 e da epatite B/C, riducendo le cariche virali e migliorando i risultati. Questa ampia attività è significativa perché gli attuali trattamenti antivirali sono tipicamente virus-specifici; un singolo farmaco che affronta più famiglie virali rappresenta un approccio innovativo.

Scetticismo e passi successivi

Sebbene promettenti, i risultati hanno incontrato un certo scetticismo da parte degli esperti. Peter White dell’Università del Nuovo Galles del Sud osserva che altri farmaci che prendono di mira lo stesso enzima virale hanno funzionato solo contro l’epatite C. Model Medicines sostiene che MDL-001 si lega all’enzima in modo diverso, permettendogli di agire su più virus. Si prevede che gli studi clinici inizieranno all’inizio del prossimo anno, inizialmente per stabilire la sicurezza, ma il farmaco ha già mostrato effetti collaterali minimi negli esseri umani.

L’impatto potenziale di una simile pillola è sostanziale: un trattamento rapido e domiciliare per le comuni malattie virali ridurrebbe la perdita di produttività e offrirebbe una risposta pronta alle future pandemie. L’idea di un’unica pillola per le infezioni virali rappresenta un importante passo avanti.

“Per quanto ne sappiamo, questo è il primo farmaco che abbia mai dimostrato attività in tutte queste famiglie virali”, afferma Daniel Haders, co-fondatore di Model Medicines.