Bambini scimpanzé: i temerari del mondo dei primati

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Gli scimpanzé di età compresa tra due e cinque anni mostrano un comportamento di massima assunzione di rischi, impegnandosi in manovre molto più sconsiderate rispetto agli individui più anziani. I ricercatori che studiano gli scimpanzé selvatici in Uganda hanno scoperto che questi giovani primati hanno tre volte più probabilità di tentare pericolosi salti e cadute dai rami rispetto agli adulti. Questo comportamento diminuisce costantemente dopo i cinque anni, diminuendo di circa il 3% ogni anno.

Perché gli scimpanzé piccoli corrono dei rischi

Lo studio, pubblicato su iScience il 7 gennaio, rivela un legame fondamentale tra età e audacia negli scimpanzé. Mentre gli adolescenti umani sono statisticamente più inclini a lesioni gravi, i ricercatori suggeriscono che i bambini piccoli mostrerebbero un comportamento altrettanto sconsiderato se non fosse per la costante supervisione di genitori e tutori. La biologa Lauren Sarringhaus spiega: “Se gli esseri umani riducessero la loro supervisione, i nostri figli sarebbero molto più temerari”.

Questo confronto evidenzia una differenza fondamentale tra lo stile genitoriale degli umani e quello degli scimpanzé. Le madri scimpanzé allevano la prole in gran parte da sole, con l’assistenza minima da parte del padre, della famiglia allargata o del gruppo sociale più ampio. Gli scimpanzé si aggrappano alle madri per i primi cinque anni di vita, ma all’età di due anni iniziano a esplorare in modo indipendente. A differenza degli esseri umani, le madri non possono intervenire fisicamente nelle oscillazioni della chioma ad alto rischio.

Il ruolo dell’allogenitorialità nello sviluppo umano

Le società umane, al contrario, fanno molto affidamento sugli allogenitori – coloro che si prendono cura di loro oltre ai genitori immediati. Dagli insegnanti agli allenatori, i bambini moderni trascorrono molto tempo in ambienti supervisionati. Alcuni esperti dello sviluppo ora criticano l’aumento della “genitorialità in elicottero”, in cui i bambini hanno meno tempo di gioco senza supervisione rispetto alle generazioni precedenti.

Questa ricerca suggerisce che i modelli di accudimento influenzano fondamentalmente il comportamento di assunzione di rischi. Lo psicologo Lou Haux, che non è stato coinvolto nello studio, osserva: “È un percorso di ricerca davvero entusiasmante… come l’accudimento influenza il comportamento di assunzione di rischi”.

Dati e osservazioni

Lo studio ha coinvolto l’osservazione di oltre 100 scimpanzé di età compresa tra i due e i 65 anni presso il Ngogo Chimpanzee Project in Uganda. I ricercatori hanno quantificato il comportamento rischioso monitorando la frequenza con cui gli scimpanzé perdevano il contatto con i rami. I dati hanno mostrato che gli scimpanzé adolescenti (di età compresa tra 10 e 14 anni) avevano il doppio delle probabilità rispetto agli adulti di impegnarsi in manovre pericolose.

Circa un terzo degli scimpanzé mostra segni di precedenti fratture ossee, ma gli scimpanzé più piccoli e più leggeri (e i bambini piccoli) hanno meno probabilità di subire lesioni gravi a causa di cadute, rendendo la prima infanzia un momento ideale per l’esplorazione.

Implicazioni più ampie

Sarringhaus sottolinea che l’obiettivo di questa ricerca non è fornire consigli ai genitori. Invece, lo studio offre una prospettiva più ampia su come si sono evolute le pratiche genitoriali umane. Haux conclude: “Cerchiamo di costruire uno spazio molto sicuro attorno ai nostri figli… Come si è evoluto tutto questo?”

Questa ricerca sottolinea come le strutture sociali e i metodi di accudimento modellano il comportamento a rischio nelle varie specie. Studiando gli scimpanzé, gli scienziati ottengono informazioni sulle pressioni evolutive che potrebbero aver guidato gli stili genitoriali umani e sui compromessi tra sicurezza ed esplorazione.