Test HPV a domicilio: un passo avanti, non un sostituto delle cure ginecologiche

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La disponibilità di test per il papillomavirus umano (HPV) a domicilio segna un cambiamento significativo nello screening del cancro cervicale. La Health Resources and Services Administration (HRSA) degli Stati Uniti riconosce ora l’autotest come un’opzione praticabile, consentendo alle persone di aggirare gli esami clinici tradizionali, spesso scomodi. Anche se conveniente, ciò non significa che il ruolo del ginecologo stia diminuendo. In effetti, gli esperti sottolineano che l’assistenza sanitaria completa alle donne si estende ben oltre lo screening del cancro cervicale.

L’aumento dei test HPV a domicilio

I test domiciliari offrono un metodo discreto e accessibile per lo screening delle varianti HPV ad alto rischio, la causa principale della maggior parte dei casi di cancro cervicale. Ciò è particolarmente prezioso dato che, secondo l’American Cancer Society, circa il 25% delle donne statunitensi non era aggiornato sullo screening a partire dal 2021. L’autotest ha il potenziale per raggiungere coloro che potrebbero aver precedentemente ritardato o evitato controlli regolari.

Tuttavia, un risultato positivo o anomalo di un test effettuato a domicilio richiederà quasi certamente il follow-up da parte di un operatore sanitario. Gli individui con un sistema immunitario indebolito o con condizioni precancerose necessitano ancora di screening professionali coerenti. Anche le persone tra i vent’anni, quando le infezioni da HPV sono più comuni, dovrebbero continuare le visite regolari, poiché queste infezioni sono generalmente innocue ma richiedono monitoraggio.

L’ostetricia: molto più che un semplice Pap test

Il vero valore di una visita ginecologica tradizionale risiede nella sua natura olistica. Questi appuntamenti comprendono molto più dello screening del cancro cervicale. I ginecologi eseguono esami del seno, discutono il controllo delle nascite e la pianificazione familiare, effettuano lo screening per altre infezioni a trasmissione sessuale (IST) e affrontano questioni critiche come le mestruazioni e la menopausa.

Secondo Jeanne Conry, ex presidente della Women’s Preventive Services Initiative, sostenuta dalle HRSA, se gli ginecologi si limitano a solo eseguire Pap test, hanno deluso i loro pazienti. L’appuntamento medio offre un’opportunità vitale per una discussione aperta sulla salute riproduttiva, colmando una lacuna che un semplice test a domicilio non può colmare.

Accesso e assistenza completa

Negli Stati Uniti, dove quasi un terzo della popolazione ha un accesso limitato alle cure primarie, gli ginecologi spesso fungono da punto di contatto primario per la salute preventiva. La ricerca dal 2011 al 2016 mostra che più donne in età riproduttiva si sono rivolte a ginecologi per cure preventive rispetto ai medici generalisti.

Questi specialisti spesso gestiscono problemi di salute più ampi, dalla ricarica degli inalatori per l’asma allo screening per la depressione. Durante queste visite sono comuni anche controlli di routine della pressione sanguigna, vaccinazioni e mantenimento del benessere generale. Il ginecologo è spesso l’unico medico che alcuni pazienti vedono regolarmente, rendendo l’appuntamento un punto di contatto fondamentale per la salute generale.

“Qualcuno dovrebbe parlare di tutti gli [altri] screening sanitari di base, di tutti gli aspetti fondamentali del benessere, ogni singolo anno”, afferma l’oncologa ginecologica Amanda Bruegl.

In conclusione, sebbene il test HPV a domicilio rappresenti un gradito progresso in termini di accessibilità, dovrebbe integrare, e non sostituire, le visite regolari da un ginecologo. Un’assistenza sanitaria completa per le donne richiede una valutazione olistica, screening preventivi e discussioni continue, che garantiscano che i pazienti ricevano l’intero spettro di supporto di cui hanno bisogno.