L’approccio dell’amministrazione Trump agli aiuti esteri ha preso una svolta netta e inaspettata. Nonostante la missione dichiarata di smantellare l’influenza dei grandi appaltatori con sede negli Stati Uniti – etichettati in modo derisorio “banditi della tangenziale” – nuovi dati rivelano che proprio queste organizzazioni hanno visto un massiccio aumento dei finanziamenti nel corso del 2025.
La promessa non mantenuta della localizzazione
Quando l’amministrazione iniziò a ristrutturare l’Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale (USAID) nel gennaio 2025, la retorica era chiara: l’era delle massicce organizzazioni umanitarie con sede negli Stati Uniti era finita. L’amministrazione ha sostenuto che queste gigantesche entità addebitavano spese eccessive e che gli aiuti avrebbero dovuto invece essere incanalati direttamente verso organizzazioni locali più piccole all’interno delle nazioni beneficiarie.
Tuttavia, la realtà sul campo si è discostata dagli obiettivi politici. Invece di dare potere ai gruppi locali di base, la ristrutturazione ha portato a:
– Una concentrazione di ricchezza: un piccolo gruppo di grandi organizzazioni con sede negli Stati Uniti ha ricevuto nuove e significative infusioni di denaro.
– Emarginazione degli attori locali: le organizzazioni più piccole nei paesi in via di sviluppo sono state in gran parte escluse dal nuovo panorama dei finanziamenti.
Un collo di bottiglia sistemico
Lo spostamento verso i giganti statunitensi non è stato necessariamente una questione di preferenza, ma una conseguenza di un’interruzione amministrativa. Durante la fase iniziale della revisione, l’amministrazione congelò gli aiuti esteri e iniziò a smantellare le infrastrutture esistenti dell’USAID.
Ciò ha causato interruzioni immediate e critiche:
1. Crollo dei servizi: centinaia di organizzazioni locali responsabili della fornitura di servizi essenziali, come farmaci per l’HIV e test per la malaria, sono state costrette a licenziare il personale e a chiudere i battenti.
2. Pressione legale e legislativa: Mentre i programmi salvavita rischiavano di crollare, i tribunali e il Congresso sono intervenuti, imponendo all’amministrazione di continuare a erogare fondi sanitari.
3. L’effetto “Only Game in Town”: Poiché l’amministrazione aveva interrotto le reti locali, le uniche entità in grado di ricevere e distribuire questi fondi affidati erano i grandi e affermati appaltatori statunitensi che rimanevano operativi.
Lo spostamento verso il bilateralismo
Sebbene l’attuale aumento dei finanziamenti per gli appaltatori statunitensi sembri contraddire la posizione “anti-tangente” dell’amministrazione, potrebbe trattarsi di un fenomeno temporaneo.
L’amministrazione sta attualmente negoziando decine di nuovi accordi bilaterali di finanziamento sanitario. Questi accordi mirano a cambiare l’architettura fondamentale degli aiuti allontanandosi completamente dalle organizzazioni non governative (ONG), fornendo invece fondi direttamente ai governi stranieri.
Questa transizione suggerisce che l’attuale guadagno inaspettato per i grandi appaltatori statunitensi è un sottoprodotto di un periodo di transizione sistemica piuttosto che un cambiamento politico permanente.
L’attuale dipendenza dai grandi appaltatori statunitensi non è tanto una vittoria dei “banditi della tangenziale” quanto più un sintomo di un ecosistema di aiuti interrotto in cui la capacità locale è stata messa da parte dalla revisione amministrativa.
Conclusione
La revisione dell’USAID del 2025 ha creato un panorama paradossale in cui proprio le organizzazioni che l’amministrazione cercava di eliminare sono diventate le principali destinatarie degli aiuti. Mentre il governo si muove verso finanziamenti bilaterali diretti con stati stranieri, il periodo transitorio è definito da un vuoto di fornitori di servizi locali e da un temporaneo consolidamento del potere tra poche massicce entità statunitensi.

























