Il telescopio SPHERex offre la prima mappa a infrarossi dell’intero cielo in 102 colori

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La missione SPHEREx (Spectro-Photometer for the History of the Universe, Epoch of Reionization, and Ices Explorer) della NASA ha completato con successo la sua mappa iniziale a infrarossi dell’intero cielo, catturando il cosmo in 102 distinte lunghezze d’onda della luce in un periodo di sei mesi, da maggio a dicembre 2025. Questo risultato fornisce un set di dati senza precedenti per comprendere l’universo primordiale, l’evoluzione galattica e gli elementi costitutivi della vita.

Svelare l’universo invisibile

Lo spettro infrarosso osservato da SPHEREx è invisibile all’occhio umano, ma contiene informazioni cruciali sulla composizione e sulla storia dell’universo. A differenza dei telescopi tradizionali che si concentrano sulla luce visibile, SPHEREx rileva tracce di calore e sottili impronte chimiche nel cielo. Ciò consente agli scienziati di studiare fenomeni nascosti ad altri strumenti, come le dense regioni di formazione stellare oscurate dalla polvere e i deboli segnali dei primi istanti dopo il Big Bang.

Perché è importante: I primi momenti dell’universo furono caotici. Una rapida espansione avvenuta nel primo trilionesimo di trilionesimo di secondo dopo il Big Bang ha modellato il modo in cui si sono formate le galassie. I dati di SPHEREx aiuteranno i ricercatori a tracciare queste antiche influenze sulla distribuzione 3D delle galassie che vediamo oggi.

Mappatura del cosmo su larga scala

SPHEREx opera girando intorno alla Terra 14,5 volte al giorno, scansionando sistematicamente il cielo da un polo all’altro. Ogni giorno, il telescopio cattura circa 3.600 immagini, costruendo in sei mesi un mosaico completo a 360 gradi. La missione è progettata per scansioni multiple dell’intero cielo durante la sua fase primaria di due anni, con ciascuna scansione successiva che affina la sensibilità delle misurazioni.

Caratteristiche principali:
Dati a colori ad alta risoluzione: Le 102 lunghezze d’onda forniscono informazioni spettrali dettagliate sugli oggetti cosmici.
Ampio campo visivo: A differenza di strumenti come il telescopio spaziale James Webb, SPHEREx copre vaste aree del cielo contemporaneamente.
Scansione ripetuta: scansioni multiple miglioreranno la precisione dei dati e scopriranno caratteristiche deboli e precedentemente non rilevate.

Implicazioni per l’astrofisica

Le osservazioni di SPHEREx aiuteranno in diverse aree chiave della ricerca:

  • Primi studi sull’universo: Tracciare le conseguenze dell’espansione iniziale per capire come si sono formate le galassie.
  • Evoluzione galattica: Mappatura dei cambiamenti nelle galassie nel corso dei 13,8 miliardi di anni di storia dell’universo.
  • Astrobiologia: Identificazione della distribuzione di molecole organiche e altri composti essenziali per la vita nella Via Lattea.

“Abbiamo essenzialmente 102 nuove mappe dell’intero cielo, ciascuna con una diversa lunghezza d’onda e contenente informazioni uniche sugli oggetti che vede”, ha affermato il dottor Shawn Domagal-Goldman, direttore della Divisione di Astrofisica della NASA.

Secondo la dottoressa Beth Fabinsky, project manager SPHEREx presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA, l’ampio campo visivo del telescopio e il sistema di rilevamento multicolore gli conferiscono un vantaggio unico: “SPHEREx è la mantide dei telescopi: cattura l’intero cielo in 102 colori ogni sei mesi”.

Conclusione: SPHEREx segna un passo trasformativo nell’astrofisica. Combinando dati cromatici senza precedenti con un ampio campo visivo, la missione apre nuove possibilità per studiare il passato, il presente e il futuro dell’universo, fornendo agli scienziati una ricchezza di dati per i decenni a venire.