La comunità astronomica si preparava ad uno spettacolare evento celeste che, invece, si concluse con una drammatica disintegrazione. La cometa C/2026 A1 (MAPS), l’attesissimo “sungrazer”, è stata distrutta dopo aver tentato un pericoloso avvicinamento ravvicinato al Sole.
Invece dello spettacolo brillante e visibile di giorno previsto da molti esperti, la cometa è emersa dal suo incontro con il sole come una “meraviglia senza testa”, una scia spettrale di detriti spogliati del suo nucleo.
Una fionda solare ad alto rischio
La cometa MAPS apparteneva al gruppo Kreutz sungrazer, una famiglia di comete che si ritiene siano i resti frammentati di un’antica cometa molto più grande. Questi oggetti sono famosi per le loro orbite estreme, che li portano incredibilmente vicini al Sole.
Inizialmente, gli scienziati stimarono che il nucleo della cometa fosse largo circa 2,4 km. Tuttavia, i dati ad alta risoluzione del James Webb Space Telescope hanno successivamente corretto questa stima, rivelando un corpo molto più piccolo di circa 0,25 miglia (0,4 km) di diametro. Questa dimensione più piccola probabilmente ha contribuito alla sua scomparsa definitiva.
Sabato 4 aprile la cometa ha raggiunto il perielio, il suo punto più vicino al Sole. Si è tuffato nella corona solare, passando a sole 100.000 miglia (160.000 km) dalla superficie solare. Per mettere quella distanza in prospettiva, era circa la metà della distanza tra la Terra e la Luna.
Perché la cometa non è riuscita a sopravvivere
Mentre la vicinanza al Sole ha impedito ai fotografi da terra di catturare l’evento, gli osservatori spaziali come il Solar and Heliospheric Observatory (SOHO) hanno catturato la distruzione su pellicola.
Il filmato mostra un oggetto luminoso che sfreccia verso il Sole, solo per emergere dall’altra parte come un pennacchio informe di polvere e gas. Gli esperti attribuiscono questa disintegrazione a due forze principali:
– Stress termico estremo: Il calore intenso del Sole probabilmente ha vaporizzato il guscio ghiacciato della cometa.
– Forze di marea gravitazionali: Viaggiando alla sbalorditiva 1 milione di miglia orarie (1,6 milioni di km/h), la cometa è stata sottoposta a un’immensa attrazione gravitazionale che ha letteralmente fatto a pezzi la sua struttura.
I resti della cometa, noti come strie, brillarono brevemente come una coda “senza testa” prima che i detriti si sparpagliassero nello spazio, senza lasciare nulla dietro di sé che gli osservatori potessero tracciare.
Guardando al futuro: un nuovo obiettivo per gli Skywatcher
Mentre la perdita della cometa MAPS è una delusione per coloro che speravano in uno spettacolo a occhio nudo, gli astronomi stanno già rivolgendo la loro attenzione al prossimo candidato: Cometa C/2025 R3 (PanSTARRS).
A differenza del suo predecessore, si prevede che PanSTARRS intraprenderà un percorso molto più sicuro. Il suo perielio il 19 aprile avverrà a circa 46,4 milioni di miglia (74,6 milioni di km) dal Sole. Questa distanza fornisce una probabilità di sopravvivenza molto più elevata, rendendolo un obiettivo molto più affidabile per telescopi e binocoli.
Data l’improvvisa scomparsa della cometa MAPS, la previsione che PanSTARRS potrebbe diventare la “Grande Cometa del 2026” ha guadagnato notevole popolarità tra gli esperti.
Conclusione
La distruzione della cometa MAPS serve a ricordare duramente gli ambienti violenti che si trovano nel nostro sistema solare. Tuttavia, l’imminente avvicinamento della cometa PanSTARRS offre una seconda possibilità agli osservatori delle stelle di assistere a un importante evento cometario questo mese.

























