Il modello del lander lunare di Blue Origin arriva alla NASA, segnando un passo fondamentale per l’addestramento di Artemis

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Il mockup del lander lunare Blue Moon Mark 2 (MK2) di Blue Origin è entrato ufficialmente a far parte delle strutture di addestramento del Johnson Space Center della NASA a Houston. Il modello in scala reale è ora posizionato all’interno della Space Vehicle Mockup Facility (SVMF), adiacente al simulatore della capsula spaziale Orion. Questo posizionamento strategico consente agli astronauti di praticare transizioni senza soluzione di continuità tra la navicella spaziale che li porterà sull’orbita lunare e il lander che li porterà in superficie.

Un nuovo vicino per Orion

Per anni, il simulatore Orion, dove gli astronauti dell’Artemis 2 hanno trascorso più di un anno preparandosi per il loro storico sorvolo lunare, è rimasto in qualche modo isolato all’interno dell’SVMF, separato dai moduli di addestramento della Stazione Spaziale Internazionale. L’arrivo del mockup Blue Moon cambia questa dinamica, creando un ambiente di allenamento più integrato.

Il modello replica la cabina dell’equipaggio e il design esterno del Blue Moon MK2, la variante specifica destinata a far atterrare gli astronauti Artemis sulla luna. Sebbene il modello non costituisca l’hardware di volo finale, funge da articolo di prova critico. La NASA prevede di utilizzarlo per raccogliere feedback dagli astronauti, che informeranno lo sviluppo continuo di Blue Origin del veicolo reale.

Perché è importante: La corsa per Artemis 3

L’installazione del modello Blue Moon è più di un aggiornamento logistico; segnala progressi in uno degli aspetti più complessi del programma Artemis della NASA: lo sviluppo del Human Landing System (HLS).

La NASA ha assegnato contratti HLS a due società:
* Origine Blu (Luna Blu)
* SpaceX (Astronave)

Entrambi i veicoli hanno dovuto affrontare notevoli ritardi nello sviluppo. Tuttavia, Blue Moon è il primo dei due a integrare un modello di cabina per l’addestramento all’interno di una struttura della NASA. Al contrario, mentre gli astronauti hanno testato i primi progetti delle cabine della Starship e il suo esclusivo sistema di ascensore presso le strutture di SpaceX, tali test sono rimasti al di fuori dell’ecosistema di addestramento ufficiale della NASA.

Contesto: La missione Artemis 3, attualmente prevista per fine 2027, dipende interamente dal fatto che almeno un lander sia pronto per il volo. L’amministratore della NASA Jared Isaacman ha dichiarato che l’agenzia è disposta a volare con uno dei due veicoli, o entrambi, a seconda di quale dei due sarà pronto per primo.

Formazione per una nuova era di esplorazione lunare

L’integrazione del modello Blue Moon consente agli astronauti di provare procedure critiche che differiscono significativamente dall’era Apollo. Durante Artemis 3, quattro astronauti viaggeranno nell’orbita terrestre bassa a bordo di Orion, dove si incontreranno con il lander lunare. Si eserciteranno nell’attracco, verificheranno i sistemi di supporto vitale e si prepareranno per la discesa.

Una componente importante di questa formazione riguarda le nuove tute spaziali Axiom Space. Sebbene anche queste tute abbiano subito ritardi, gli astronauti hanno già avuto l’opportunità di testare i prototipi insieme al meccanismo di ascensore della Starship: una discesa di 52 metri dalla cabina alla base. In confronto, il Blue Moon MK2 è alto circa 52 piedi (16 metri), con la cabina dell’equipaggio situata vicino alla base, che offre un profilo operativo diverso.

La sfida ingegneristica: ritorno a stadio singolo

La presenza di questi modelli evidenzia un cambiamento fondamentale nella strategia di esplorazione lunare. A differenza delle missioni Apollo, che utilizzavano un lander a due stadi che abbandonava la fase di discesa sulla Luna per risparmiare peso per il viaggio di ritorno, i lander Artemis devono essere veicoli a stadio singolo.

Questo requisito è guidato dall’obiettivo della NASA di un’abitazione sostenibile a lungo termine. Lasciare metà veicolo spaziale sulla superficie lunare per ogni missione è insostenibile dal punto di vista ambientale e logistico per una base permanente. Per effettuare un atterraggio in un’unica fase e tornare in orbita, sia Starship che Blue Moon devono padroneggiare il rifornimento in orbita.

Questa capacità richiede:
1. Trasferimento di propellenti criogenici nello spazio.
2. Stoccaggio a lungo termine di questi combustibili in orbita.

Nessuna di queste tecnologie è stata ancora dimostrata nello spazio. Di conseguenza, prima che gli astronauti possano volare, la NASA richiede voli di prova senza equipaggio sulla superficie lunare per ciascun lander. Solo dopo aver raggiunto questi traguardi i veicoli saranno qualificati per le missioni con equipaggio.

Conclusione

L’assemblaggio del modello Blue Moon di Blue Origin presso il Johnson Space Center rappresenta un passo tangibile verso la missione Artemis 3. Sebbene permangano notevoli ostacoli ingegneristici, in particolare per quanto riguarda il rifornimento in orbita e la certificazione finale dell’hardware, questa integrazione consente agli astronauti di iniziare il lavoro cruciale di preparazione al ritorno dell’umanità sulla superficie lunare.